Aree Funzionali
La Soprintendenza si occupa di salvaguardare, promuovere e valorizzare il patrimonio culturale della provincia di Cosenza. Essa garantisce la protezione del patrimonio archeologico, storico-artistico, architettonico e paesaggistico del territorio cosentino. L’area di competenza si estende su una zona ricca di numerose testimonianze storiche e archeologiche, dove la Soprintendenza gestisce varie aree archeologiche e svolge un ruolo centrale nella conservazione e nella ricerca del patrimonio culturale locale. Ai sensi del D.P.C.M. n. 57 del 15.03.2024 Regolamento di organizzazione del MIC: si disciplina l’organizzazione periferica e la conferma del ruolo delle Soprintendenza Abap – art. 20 “Uffici periferici del Ministero.
La suddivisione della Soprintendenza in aree funzionali, ha lo scopo di supportare il Soprintendente nell’esercizio delle funzioni di tutela del territorio con le competenze tecniche-scientifiche specialistiche di settore; con le competenze di studio e ricerca; con le competenze più propriamente amministrative (Area Organizzazione e Funzionamento).
AREA I ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO
L’area Organizzazione e Funzionamento rappresenta una delle 7 aree funzionali, la cui definizione è contenuta all’art. 4 del D.M. 23 gennaio 2016.
Costituisce il punto focale del buon andamento dell’Istituto. E’ un’area particolarmente complessa, suddivisa in svariati settori con funzioni e competenze variegate tra loro.
In linea generale a questa area afferiscono:
V SETTORE AMMINISTRATIVO: Ufficio Ragioneria; Ufficio Gare, contratti e acquisti di beni e servizi (affidamento di incarichi, impegni di spesa, aggiudicazione di lavori, forniture e servizi); Ufficio del Consegnatario; Accesso agli atti; Contenzioso.
[Per la parte giuridico-amministrativa, di raccordo con il settore tecnico, vi rientrano le istruttorie relative a pareri sulle alienazioni, permute, costituzioni di ipoteca e pegno, ogni altro negozio giuridico per il trasferimento a titolo oneroso di beni culturali, appartenenti a soggetti pubblici].
SETTORE GESTIONE DEL PERSONALE: Ordini di servizio; rilevazione delle presenze; competenze accessorie; stato giuridico; tutto ciò che afferisce all’ufficio personale.
SETTORE AFFARI GENERALI: Segreteria del Soprintendente; Affari Generali; Relazioni Sindacali; Servizi Informatici; Programmazione Triennale ed elenco annuale lavori pubblici.
ALTRI SERVIZI: Servizio Protocollo; Archivio; Comunicazione Istituzionale; Relazioni con il Pubblico; Accoglienza e Vigilanza; Centralino; Sicurezza sui luoghi di lavoro; Settore disattivazione, distruzione, identificazione armi da sparo; adempimenti connessi alla Trasperenza e Anticorruzione.
La Circolare n. 22 del 26 aprile 2017 della Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio, definisce il ruolo del Responsabile dell’Area Funzionale Organizzazione e Funzionamento.
E’ un Funzionario Amministrativo, coordina i responsabili delle Unità Organizzative Amministrative dell’ufficio nella cura dei diversi aspetti che compongono l’area riguardo ai quali si pone come interfaccia tra loro e il Soprintendente.
In caso di carenza di personale amministrativo assume, se necessario, la responsabilità specifica di una o più unità organizzative tra quelle che afferiscono all’area.
Responsabile: Dott.ssa Maria Lucia Gravante
AREA II PATRIMONIO ARCHEOLOGICO
La Soprintendenza esercita la tutela del patrimonio archeologico attraverso una serie di attività volte alla conoscenza, all’individuazione, alla protezione e conservazione per fini di pubblica utilità di tutti quei beni, mobili o immobili, che hanno interesse archeologico.
Nello specifico rappresentano attività connesse alla tutela de territorio:
· le indagini archeologiche preventive in relazione a lavori pubblici e infrastrutture di pubblica utilità (es. sottoservizi) ai sensi dell’art. 28, c. 4 D.Lgs. 42/2004 smi e art. 25 D.Lgs. 50/2016 (archeologia preventiva);
· il rilascio di pareri su interventi volontari privati in aree vincolate o a rischio archeologico, nell’ambito delle autorizzazioni paesaggistiche, ai sensi dell’art. 146 D.Lgs 42/2004 smi;
· gli scavi archeologici di programmazione ministeriale;
· il controllo degli scavi in concessione di ricerca, condotti da soggetti formalmente autorizzati dal Ministero ai sensi dell’art. 89 D.Lgs. 42/2004 smi (concessione per scavi e ricerche);
· il recupero del patrimonio archeologico rinvenuto fortuitamente e la prescrizione di misure per la sua salvaguardia, ai sensi dell’art. 90 D.Lgs. 42/2004 smi;
· la proposta di provvedimenti per la protezione del patrimonio archeologico, ai sensi degli artt. 10ss D.Lgs. 42/2004 smi (Verifica e dichiarazione di interesse culturali);
· supporto tecnico-scientifico ad enti pubblici per attività inerenti alla tutela ed alla valorizzazione del patrimonio archeologico;
· l’attività ispettiva e di vigilanza sullo stato di conservazione e sui lavori eseguiti sui beni archeologici, che devono essere preventivamente autorizzati ai sensi dell’art. 21 D.Lgs. 42/2004.
Nella tutela e nel contrasto ad attività illecite (scavi clandestini, vendita e detenzione di materiali archeologici di provenienza nazionale e internazionale, il danneggiamento di monumenti ed aree archeologiche e la circolazione di oggetti falsi) la Soprintendenza si avvale della proficua collaborazione dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. I funzionari archeologi territorialmente competenti della Soprintendenza hanno responsabilità di tutelare il patrimonio archeologico. In particolare le competenze dei funzionari assicurano il coordinamento dell’attività istruttoria; coordinano l’autorizzazione per l’esecuzione di opere e lavori di qualunque genere sui beni archeologici; autorizzano l’occupazione temporanea di immobili e aree per l’esecuzione di scavi archeologici; coordinano le proposte di verifica o di dichiarazione di interesse culturale dei beni archeologici; si occupano dell’imposizione ai proprietari, possessori o detentori di beni culturali degli interventi necessari al fine di garantirne la conservazione.
Responsabile: Dott.ssa Barbato Mariangela
AREA III PATRIMONIO ARCHITETTONICO
La Soprintendenza espleta le funzioni istituzionali di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio architettonico ricadente nell'ambito territoriale di propria giurisdizione. Nello specifico, l'Ente istruisce e governa i procedimenti amministrativi preposti alla salvaguardia dei beni culturali, ivi comprese le procedure di verifica e dichiarazione dell'interesse culturale. Ad esso competono le prerogative di vigilanza e ispezione concernenti lo stato di conservazione dei manufatti e la corretta esecuzione degli interventi sui beni architettonici. L'Istituto rilascia inoltre le prescritte autorizzazioni per l'esecuzione di opere sui beni vincolati, garantendo la compatibilità delle destinazioni d'uso e preservandone il decoro mediante gli strumenti della tutela indiretta. Operando in sinergia intersettoriale con l'Area preposta al patrimonio storico-artistico, la Soprintendenza autorizza le operazioni di distacco di apparati decorativi connessi all'architettura – quali affreschi, stemmi, graffiti, lapidi, iscrizioni e tabernacoli – nonché la movimentazione o rimozione di cippi e complessi monumentali. L'Ente ha la facoltà di prescrivere a proprietari, possessori o detentori l'esecuzione degli interventi conservativi necessari, potendo parimenti disporre, per le medesime finalità cautelari, l'intervento in via diretta del Ministero. Parallelamente, cura i procedimenti di concessione in uso dei beni culturali assegnati in consegna al dicastero e assume gli incarichi di progettazione e direzione dei lavori per le opere di restauro finanziate con fondi erariali o promosse da altre Amministrazioni Pubbliche in virtù di appositi accordi convenzionali. In tale assetto organizzativo, la responsabilità tecnico-amministrativa inerente alla tutela del patrimonio architettonico nelle rispettive aree di competenza è demandata in capo ai Funzionari Architetti incardinati presso l'Istituto.
Responsabile: Arch. Nicola Ruggieri
AREA IV PATRIMONIO STORICO – ARTISTICO
La Soprintendenza esercita l’attività di tutela, conservazione e valorizzazione del Patrimonio storico-artistico della provincia di Cosenza.
In particolare si occupa dei procedimenti volti alla tutela dei beni culturali, quali la verifica e dichiarazione di interesse culturale, le attività di vigilanza e ispezione sullo stato di conservazione dei beni e sui lavori eseguiti sui beni storico-artistici. Autorizza eventuali opere e lavori sui beni di competenza; ne assicura la compatibilità d’uso, il decoro attraverso la Tutela indiretta; in sinergia con l’Area del patrimonio architettonico autorizza il distacco di affreschi, stemmi, graffiti, lapidi, iscrizioni, tabernacoli e altri elementi decorativi di edifici; impone ai proprietari, possessori o detentori di beni culturali gli interventi necessari ad assicurarne la conservazione, ovvero dispone, allo stesso fine, l’intervento diretto del Ministero; svolge attività di progettazione e direzione lavori di restauro da effettuarsi con fondi dello Stato oppure di altri Enti Pubblici, tramite specifiche convenzioni.
Competenze:
- Assicura il coordinamento dell’attività istruttoria dei funzionari competenti per territorio in materia di patrimonio storico artistico
- Autorizzazione per l’esecuzione di opere e lavori di qualunque genere sui beni culturali storico artistici, fatta eccezione per i beni mobili dei musei assegnati ai poli museali regionali e agli istituti dotati di autonomia speciale
- proposte di verifica o dichiarazione di interesse culturale dei beni storico artistici da sottoporre alla commissione regionale
- Imposizione ai proprietari, possessori o detentori di beni culturali degli interventi necessari per assicurarne la conservazione
- Autorizzazioni al distacco di affreschi, stemmi, graffiti, lapidi.
Responsabile: Dott.ssa Cecilia Perri
AREA V PATRIMONIO DEMOETNOANTROPOLOGICO
L’Area del patrimonio demoetnoantropologico della Soprintendenza esercita le funzioni attribuite dal D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) e dalla normativa nazionale e internazionale di settore, con particolare riferimento alla tutela, conservazione e valorizzazione dei beni demoetnoantropologici ai sensi dell’art. 10 del Codice.
Tali beni comprendono sia componenti materiali (beni immobili, beni mobili, collezioni e documentazioni) sia componenti immateriali, quali pratiche, espressioni, saperi e tradizioni delle comunità, riconducibili alle “espressioni di identità culturale collettiva” di cui all’art. 7-bis del Codice, introdotto in attuazione della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003 (ratificata con Legge n. 167/2007) e della Convenzione UNESCO del 2005 per la protezione e la promozione delle diversità culturali. A tali riferimenti si affianca la Convenzione di Faro (2005), che valorizza il ruolo dell’accesso, sostenibilità e trasmissione del patrimonio culturale.
L’attività dell’Area si fonda in primo luogo su una funzione conoscitiva, ai sensi dell’art. 3 del Codice, finalizzata all’individuazione e alla documentazione dei beni demoetnoantropologici necessaria ai fini delle funzioni di tutela che sono esercitate conformemente a criteri omogenei e priorità fissati dal Ministero della cultura.
In ambito amministrativo, l’Area cura le istruttorie per la verifica e la dichiarazione dell’interesse culturale dei beni, ai sensi degli artt. 12, 13 e 14 del Codice, da sottoporre alla Commissione regionale per il patrimonio culturale, nonché i procedimenti autorizzativi relativi all’esecuzione di opere e lavori sui beni culturali, ai sensi dell’art. 21. Rientrano altresì tra le competenze le istruttorie per il prestito di beni per mostre ed esposizioni (art. 48), nonché per i provvedimenti di acquisto coattivo all’esportazione e di espropriazione (artt. 70 e 95).
L’Area esercita inoltre attività di vigilanza e ispezione sul territorio, ai sensi degli artt. 18 e 19 del Codice, finalizzate alla tutela anche dei beni demoetnoantropologici e alla prevenzione degli illeciti in collaborazione con gli altri organi competenti. In tale ambito, provvede altresì all’imposizione, ai sensi dell’art. 32, degli interventi necessari a garantire la conservazione dei beni da parte dei soggetti proprietari, possessori o detentori.
E’ altresì competente per le procedure relative alla circolazione dei beni culturali, inclusi i procedimenti di alienazione (art. 59) e l’eventuale esercizio del diritto di prelazione da parte dello Stato (artt. 60 e ss.), nonché per il coordinamento delle istruttorie relative ai beni demoetnoantropologici di proprietà privata non inclusi nelle collezioni dei musei statali.
Le funzioni sono svolte in coordinamento con le altre Aree Funzionali della Soprintendenza e con gli uffici ministeriali competenti, nonché in collaborazione con enti pubblici e istituzioni territoriali, garantendo supporto tecnico-scientifico e amministrativo. L’Area provvede inoltre alla programmazione degli interventi, alla gestione dei dati procedimentali e agli adempimenti in materia di trasparenza amministrativa ai sensi del D.Lgs. n. 33/2013.
Completano il quadro delle attività le iniziative di valorizzazione, promozione, educazione e divulgazione del patrimonio demoetnoantropologico, realizzate in collaborazione tra le diverse aree funzionali dell’Ente e con altri soggetti istituzionali, in coerenza con i principi di salvaguardia e promozione delle diversità culturali sanciti a livello nazionale e internazionale.
Responsabile Area Demoetnoantropologica: Dott.ssa Cosentino Antonella
AREA VI PATRIMONIO PAESAGGISTICO
Il Paesaggio
Il concetto di Paesaggio, con i suoi ambiti di riferimento e la relativa codificazione normativa è stato interessato negli ultimi decenni da profondi cambiamenti. Il Paesaggio rappresenta una tematica ben più complessa, caratterizzata da molteplici interrelazioni e derivazioni.
Le recenti modificazioni legislative, contenute nel D. Lgs. n. 42/2004 e s.m.i., sono infatti l’evoluzione di un percorso normativo che ha ormai raggiunto il secolo di vita, a partire dai primi provvedimenti all’inizio del 1900 fino alla completa maturazione di un’apposita disciplina di settore che nel 1939 portò all’emanazione delle legge n. 1497 dedicata alla “protezione delle bellezze naturali”, in parallelo con la legge n. 1089 dello stesso anno, rivolta alla “tutela delle cose di interesse artistico e storico”.
Il passaggio dal concetto di “bellezze naturali e/o panoramiche”, su cui poggia la legge del 1939, a quello di “paesaggio” cui fa riferimento il Codice oggi in vigore, è un’acquisizione relativamente recente, seppure mediata dal processo di affrancamento dal riconoscimento del valore estetico operato dalla Legge n. 431 del 1985 (nota come “legge Galasso”), che individua alcuni contesti territoriali come beni sottoposti a tutela in virtù della loro appartenenza a quelle specifiche categorie (boschi, fiumi, laghi, etc.), indipendentemente da un giudizio sul loro valore estetico. Il termine “paesaggio” è ormai parte dello stesso titolo della legge nazionale di tutela, il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, appunto, che accoglie le indicazioni contenute nell’art. 9 della Costituzione e così lo definisce: “per paesaggio si intendono parti di territorio i cui caratteri distintivi derivano dalla natura, dalla storia umana o dalle reciproche interrelazioni”
La tutela dei Beni Paesaggistici è regolata dalla Parte III (artt.131-159) del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, D.lgs. 42/2004.
I Piani Urbanistici Comunali, e gli altri strumenti di pianificazione e di programmazione, sono in fase di adeguamento alle indicazioni del Piano Paesaggistico Regionale, e l’attività di co-pianificazione per l’adeguamento al PPR vede impegnati congiuntamente le Soprintendenze, i Comuni e la Regione.
Compiti istituzionali
Nelle zone di interesse paesaggistico, per gli interventi di qualsiasi genere, che possano modificare anche in minima parte lo stato dei luoghi e l’aspetto esteriore degli edifici, deve essere preventivamente acquisita l’autorizzazione paesaggistica ai sensi dell’art. 146 del D.Lgs. 42/2004.
Il ruolo delle Soprintendenze, ai sensi dell’attuale articolo 146 del Codice, è stato notevolmente ampliato, prevedendo che la Regione o i Comuni da questa delegati trasmettano alla Soprintendenza la documentazione presentata dall’interessato ai fini del rilascio dell’autorizzazione paesaggistica, accompagnandola con una relazione illustrativa e una proposta di provvedimento. Alla Soprintendenza compete l’espressione di un parere di merito obbligatorio e vincolante, entro 45 giorni dalla ricezione, sulla base del quale la Regione o i Comuni sub-delegati emettono il provvedimento finale (autorizzazione paesaggistica o provvedimento negativo).
Alle Soprintendenze competono, oltre all’esame delle relazioni istruttorie e degli elaborati progettuali ai fini del pronunciamento vincolante di merito, peraltro esteso anche agli accertamenti di compatibilità paesaggistica di opere già realizzate ai sensi dell’articolo 167 del Codice, tutte le attività concernenti la partecipazione al procedimento e il contraddittorio con le parti interessate. Le recenti disposizioni volte alla razionalizzazione e all’accelerazione delle procedure amministrative prevedono la partecipazione della Soprintendenza alle conferenze di servizi, indette ai sensi dell’articolo 14 ter della legge 241/90 e s.m.i., e l’utilizzo del modulo procedimentale semplificato contemplato dalle norme sugli Sportelli Unici Attività Produttive e per l’Edilizia, che prevedono modalità esclusivamente informatiche per l’invio e la trattazione delle pratiche e degli elaborati, oltre alla partecipazione alle conferenze di servizi.
La dichiarazione di notevole interesse pubblico
La dichiarazione di notevole interesse pubblico è il primo strumento che la normativa vigente istituisce a tutela del paesaggio. Possono presentare il “notevole interesse pubblico” previsto dalla legge le aree o i complessi di immobili con cospicui caratteri di bellezza naturale, singolarità geologica o memoria storica, le ville, i giardini e parchi che si distinguono per la loro non comune bellezza, i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale, inclusi i centri e i nuclei storici, le bellezze panoramiche e i punti di vista o belvedere, accessibili al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze (art. 136).
La dichiarazione di notevole interesse è preceduta da una proposta, avanzata da uno dei soggetti che ne hanno titolo (comunali, provinciali o Soprintendenze); essa è formulata con riferimento ai valori storici, culturali, naturali, morfologici, estetici espressi dagli immobili o dalle aree considerate e con riferimento alla valenza identitaria del territorio in cui gli immobili o le aree ricadono.
La proposta viene resa pubblica mediante affissione agli albi pretori comunali e pubblicazione su quotidiani regionali e nazionali, affinché i soggetti interessati possano esserne a conoscenza e formulare eventuali osservazioni o presentare documenti.
Il provvedimento di dichiarazione di notevole interesse può essere emanato dalla Regione su proposta delle commissioni provinciali o dal Direttore regionale, su proposta della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici.
La dichiarazione detta la specifica disciplina intesa ad evitare la corruzione dei valori espressi dal territorio considerato.
Il provvedimento di dichiarazione di notevole interesse pubblico è lo strumento che la legge pone alla tutela del paesaggio. Si allegano qui i provvedimenti emanati dal Segretariato regionale del Lazio. Tale elenco verrà ampliato contestualmente con i nuovi provvedimenti e con la ricognizione puntuale delle aree tutelate per legge (art. 142) o sottoposte a tutela paesaggistica ai sensi della precedente legislazione.
Responsabile: Arch. Giuseppe Marcello Meduri
AREA VII EDUCAZIONE E RICERCA
L’Area Educazione e Ricerca rappresenta il settore della Soprintendenza dedicato alla valorizzazione, alla divulgazione scientifica e alla formazione. Opera per l'individuazione del patrimonio culturale grazie all'attività di catalogazione, al coordinamento attività di ricerca e studio, garantendo la diffusione della conoscenza del patrimonio culturale tramite attività educative e divulgative.
Nello specifico:
- Coordina e raccoglie i dati sulle attività di ricerca della Soprintendenza sui Beni Architettonici, Archeologici, Demo etnoantropologici, Storico Artistici e Paesaggistici;
- Coordina e raccoglie per la Soprintendenza le proposte di formazione per il personale interno e di educazione al patrimonio per il pubblico esterno nel territorio di competenza da inviare alla Direzione Generale Educazione e Ricerca.
- Coordina le attività formative autorizzate dalla Direzione Generale Educazione e Ricerca e cura le procedure per i tirocini e per i percorsi per le Competenze Traversali e l’Orientamento, per avvicinare gli studenti delle scuole superiori alle professioni dei beni culturali.
- Svolge le funzioni di Direttore dell’Ufficio Catalogo, curando i rapporti con l’ICCD, con la Regione, con le Università e le istituzioni culturali e di ricerca nel territorio di competenza anche coordinandosi con gli omologhi referenti dell’area funzionale Educazione e ricerca nel caso in cui vi siano più soprintendenze nella medesima regione.
- Svolge eventuali ulteriori compiti affidati alla Soprintendenza in base al Codice e alle norme vigenti in relazione all’area di competenza;
- Predispone per il Soprintendente linee di indirizzo e disposizioni di servizio al fine di assicurare all’interno dell’ufficio un comportamento coerente ed omogeneo nello svolgimento delle istruttorie dell’area tecnica di competenza in coerenza con le indicazioni della Direzione generale Archeologia belle arti e paesaggio;
-
Qualsiasi atto finale o propedutico del procedimento (parere, autorizzazione, atto di assenso comunque denominato, concessione, proposta di dichiarazione di interesse particolarmente importante, di verifica dell’interesse culturale, di prescrizioni di tutela indiretta, di dichiarazione di notevole interesse pubblico paesaggistico, di espropriazione, ecc.) è comunque sempre a firma del Soprintendente (fatte salve eventuali specifiche deleghe di ambito ben definito e circoscrivibile e comunque sottoposto a verifica e controllo).
Responsabile: Dott. Ing. Francesco Dodaro
Ultimo aggiornamento
29 Aprile 2026, 08:09
Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la provincia di Cosenza